Benvenuti sul sito dedicato alla difesa del valore delle lauree rilasciate dalle università toscane!

Suonerà forse strano che esista una associazione del genere nel 2012, con tanto parlare di "processo di bologna" e Europa unita. 

Ma in realtà purtroppo ce n'è bisogno, soprattutto nel paesi nordici, soprattutto per le lauree "vecchio ordinamento". 

Per avere una idea vedere il sito, qui a seguire, dell'Associazione "COGIVALE" che ha raccolto molto materiale negli anni scorsi. 

Presto speriamo di avere un sito anche per l'ADILATE!

Per necessità potete contattare il coordinatore di "Toscana Nostra", Maurizio Tani, a maurizio [at] hi.is!

Grazie!


 

Sitoteca

Siti utili:

Convenzione di Lisbona (1997): http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=165&CL=ENG

NARIC/ENIC – Italia: http://www.cimea.it/

NARIC/ENIC – Islanda: http://www.naric-enic.hi.is/page/naric_enic

NARIC/ENIC – Danimarca: http://www.ciriusonline.dk/Default.aspx?ID=3579

NARIC/ENIC – Norvegia: http://www.nokut.no/

NARIC/ENIC – Svezia: http://www.si.se/templates/StartPage____3.aspx

 

Siti sull’argomento:

Voce “Laurea” su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Laurea (consultato il 7/11/07)

Ingegneri disoccupati. Il blog degli ingegneri disoccupati (11/5/2007): http://ingegneridisoccupati.blogspot.com/2007/05/la-laurea-pre-riforma.html (consultato il 7/11/07)

Testo dell’interrogazione Cassola negli Atti del Parlamento (1/3/2007):  http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed117/pdfbt59.pdf  (consultato il 7/11/07)

Interrogazione Cassola 1/3/2007: Riconoscimento delle lauree italiane di 4 anni da parte delle agenzie NARIC/ENIC straniere http://www.arnoldcassola.com/?news=220&type=inter (consultato il 7/11/07)

Testo:  “Interrogazione a risposta scritta 4-02748 presentata da ARNOLD CASSOLA giovedì 1 marzo 2007 nella seduta n.117

Al Ministro della pubblica istruzione.

- Per sapere - premesso che:

l'Unione Europea pone come uno dei suoi princìpi guida il diritto alla libera circolazione dei suoi cittadini senza discriminazione di alcun tipo (con valore anche nei paesi dell'AEE);

la «Convenzione sul riconoscimento delle qualifiche relative all'insegnamento superiore nella regione europea» (Conv. di Lisbona, 11 aprile 1997), impone agli Stati firmatari una valutazione «appropriata» dei titoli di studio italiani (articolo III.1.1) senza «distinzione basata sull'origine nazionale dei postulanti» (articolo III.1.2). Questa fornisce agli altri paesi «informazioni pertinenti» (articoli 111.4 e VIII.1), pubblicando «la descrizione dettagliata delle qualifiche rilasciate» (articolo IX.1), a cura di un centro di informazione e notifica nazionale per facilitare l'accesso alle informazioni sul sistema di insegnamento superiore ed alle qualifiche dei Paese in cui esso è situato; nonché l'accesso alle informazioni sui sistemi di insegnamento superiore ed alle qualifiche delle altre Parti. Questo stesso centro, inoltre, fornisce consigli o informazioni in materia di riconoscimento e valutazione delle qualifiche, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti nazionali;

ciascun centro nazionale di informazione deve avere a sua disposizione i mezzi necessari per l'adempimento delle funzioni (articolo IX.2);

il Processo di Bologna impone agli stati partecipanti di tenere di conto, nella valutazione dei titoli esteri, della tesi di laurea e dei diritti di accesso a livelli di studio successivi che tale titolo dà;

nonostante ciò esistono dei casi documentati di cittadini italiani con laurea di 4 anni nominali in materie umanistiche regolate dalla legge n. 341 del 1990 che pure essendo equipollenti alle lauree specialistiche hanno avuto riconosciuto il loro diploma in paesi dell'EU, EFTA, AEE e firmatari della Conv. di Lisbona come l'Islanda, la Norvegia e la Danimarca solo come BA di 180 ECTS crediti + 60 ECTS di livello master, con gravissimi danni economici e morali;

non ci sono informazioni adeguate sul sito internet del NARIC/ENIC italiano né nelle sedi NARIC/ENIC fuori d'Italia per fornire delle informazioni adeguate e complete sull'organizzazione dei corsi di laurea del «vecchio ordinamento», in modo da far capire anche fuori d'Italia cosa fossero queste lauree quadriennali -:

se non ritenga di voler avviare una verifica sull'operato dei Centro Nazionale di informazione sul riconoscimento e la mobilità accademica italiano (NARIC/ENIC italiano), in particolare sull'effettivo raggiungimento degli standard fissati dagli articoli IX. 1 e IX. 2 della Convenzione di Lisbona in materia di diffusione di informazioni alle agenzie NARIC/ENIC straniere sui titoli italiani, compresi quelli vecchi (rilasciati ancora qualche anno fa);

se non ritenga utile l'avvio di un Supplemento al Diploma (articolo IX.3 della Conv. di Lisbona) anche per le vecchie lauree di 4 anni, che renda automatico il riconoscimento delle lauree italiane di 4 anni da parte delle agenzie ENIC/NARI straniere almeno a livello di «Master degree», in modo da evitare ai cittadini italiani residenti all'estero le lunghe e costose trafile burocratiche e le gravi discriminazioni di cui oggi sono state vittime in alcune occasioni;

se non ritenga, infine, di voler verificare l'operato (con particolare riferimento al rispetto degli articoli III.1.2, III.2, III.3, III.4, VIII.1, VIII. 2 della Convenzione di Lisbona) del Comitato della Convenzione sul riconoscimento delle qualifiche relative all'insegnamento superiore e della Rete Europea dei Centri Nazionali di informazione sul riconoscimento e la mobilità accademica. (4-02748)”

 

Testimonianze di persone che hanno avuto lo stesso problema

1) Dalla “Rete Dante Alighieri – Agorà”

http://www.dantealighieri.net/forum/forum_entry.php?id=3722&page=0&category=Altro&order=time

(sottolineature a cura del coordinamento)

1.a – Regno Unito

"Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro)” scritto da Marcello75, 15.02.2007, 18:36

Ciao. Ho avuto lo stesso problema anche io in UK. Il NARIC mi ha riconosciuto la laurea in Lingue V.O. come BA Standard Degree. Mi hanno detto pero' che a seconda del datore di lavoro/Universita' la mia laurea potrebbe anche essere equiparata a un BA hons degree. Cmq e' un'ingiustizia, dovrebbe essere livello MA.

1.b – Francia

Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro) scritto da moi aussi, 15.02.2007, 20:01

Ciao!
Anch'io mi trovo nella stessa situazione. Sono laureata con lode in lingue e lett. straniere (laurea magistrale) e l'ENIC-NARIC di Parigi riconosce alla mia laurea un livello di BAC+4 francese, cioé un diploma di laurea che si ottiene dopo 4 anni di iscrizione all'università con esami molto + leggeri e senza preparare una vera e propria tesi di laurea ma soltando un semplice "mémoire" di una ventina di pagine. Sottolineo inoltre che il diploma di maturità francese si ottiene dopo solo 12 anni di scolarità e non 13 come in Italia (la scuola media qui dura 4 anni e il liceo solo 3.
Come scritto in un altro post diverso tempo fa, inoltre, non é stata accettata neanche la mia iscrizione del primo anno di IUFM sia per la mia madrelingua (italiano;-) sia per l'inglese(equivalente alle nostre SSISS e al quale si accede con semplice BAC+3 in una qualsiasi materia) né per la mia madrelingua (l'italiano ;-)) né per la mia materia di specializzazione (l'inglese) in quanto la mia laurea italiana in lingue non fornirebbe a loro insindacabile giudizio una preparazione all'altezza di un BAC+3 francese in quanto studiamo + lingue, e non soltanto una come nelle loro università! Sottolineo, inoltre, che per accedere al concorso per insegnanti della scuola secondaria -e dunque all'insegnamento- in Francia é sufficiente possedere un BAc+3 (equivalente ripeto ad un diploma di maturità di soli 4 anni e una laurea di 1° livello ossia di soli 3 anni) in una qualsiasi materia (vd. un insegnate di educazione fisica puo' insegnare italiano!!!).
Voilà, questa é la realtà nell'esagono. Sono disponibile a sostenerti in questa "lotta " e accetto idee e solidarietà da tutti quelli che si trovano in questa situazione e da tutti i simpatizzanti. Siamo tutti in fondo italiani, laureati e in un mercato che spesso ci rifiuta e svilisce...dovremmo dimostrare + solidarietà e sostegno invece di perderci in una sterili "guerra tra poveri" come spesso accade (vd. post precedente su un'insensata rivalità tra laureati in lettere e lingue dove un cortese laureato in lettere mi ha accusato di non saper neanche parlare l'italiano. Grazie mille:-| !)

 

Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro) scritto da julienne, 17.02.2007, 17:03

Ciao, scusa se mi intrometto, a me la tua situazione sembra un po' paradossale: per esperienza diretta so che ci si puo' iscrivere al primo anno di IUFM (CAPES) anche se non in possesso di laurea corrispodente all'abilitazione. Conosco gente con una maitrise in psicologia che ha passato il CAPES d'italiano, o gente laureata in economia che ha passato il CAPES di tedesco. Forse non ti sei informata bene. In bocca al lupo per tutto

 

Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro) scritto da moi aussi, 19.02.2007, 10:58

Ciao Julienne,
so bene che in Francia é possibile iscriversi al concorso con un semplice BAC+3 in una qualsiasi materia! Ma cio' di cui parlavo NON é l'iscrizione al concorso ma dell'iscrizione all'IUFM, che mi é stata rifutata perché la mia laurea italiana (BAC+5) é considerata dai docenti di tale istituzione inferiore ad un qualsiasi BAC+3 ottenuto in Francia. Come vedi, un atto di semplice discriminazione in quanto non francese e non in possesso di una laurea francese. Per questo ho ritenuto opportuno informare i colleghi italiani. Crepi il lupo;-)

 

Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro) scritto da julienne, 19.02.2007, 15:19

ho capito benissimo quello cui ti riferivi, ma mi sembra un po' strano anche perche io ho insegnato in un IUFM.

 

Riconoscimento Lauree pre 2001 Italiane all'estero (Altro) scritto da moi aussi, 19.02.2007, 15:34

Già, anche a me é sembrato "strano"! Per questo ho scritto il post e ho sofferto davvero molto per quanto accaduto. Non tanto e non solo perché non ho potuto seguire i corsi dell'IUFM della mia académie e ho dovuto preparare il CAPES da sola, ma soprattutto perché la motivazione che mi é stata data al rifiuto della mia iscrizione é quanto meno vessatoria.

 

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MATERIALE DAL VACCHIO SITO "COGIVALE"



Co.GI.VA.L.E.

COORDINAMENTO PER IL GIVSTO VALORE ALLE LAVREE ITALIANE NEI PAESI DELL'VNIONE EVROPEA

Fondato NelL'ANNO MMVI


Portavoce: Maurizio Tani - tel. 00354 6967027 (Islanda) - e-mail: mauriziotani@yahoo.it


   

NOVITA' (25 marzo 2012, capodanno pisano dell'Annunciazione) - ANCORA NESSUNA NOVITA' DAL VERSANTE ISTITUZIONALE (GOVERNO, PARLAMENTO "E COMPANY", USANDO LA FORMULA CHE EBBE A USARE IL MINISTRO PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO PIERO GIARDA AL SUO DEBUTTO IN PARLAMENTO RIFERENDOSI AD UN GRUPPO DI PARLAMENTARI...). 

ANZI NO: UN CONSIGLIO PER TENTARE DI FARSI RICONOSCERE LA LAUREA

Salve! Stiamo ancora aspettando... Nel frattempo consiglio a tutti di raccogliere informazioni e documenti (possibilmente gli originali, magari da mettere su internet) riguardanti i programmi, i piani di studio, gli orari, il tipo di lavoro e di esami (scritti, orali, possibilità di "portare in più parti" i programmi - tipo letteratura italiana o lingua e letteratutra latina alle facoltà umanistiche - in modo tale che non si perda memoria del come erano i corsi "vecchio ordinamento". 

Tradotto poi questo materiale potrebbe essere usato per far ricorso al tribunale competente (nel singolo paese estero dove si cerca di far riconoscere adeguatamente la propria laurea vecchio) che raccoglie le proteste dei cittadini contro lo strapotere, l'insensibilità e le pigrizie dello Stato.

Infatti la Carta di Lisbona sul riconoscimento reciproco dei titoli tra paesi impone che i paesi analizzino nei dettagli li titoli stessi. E quale miglior modo se non offrendo agli uffici competenti tipo ENIC una documentazione precisa di archivio?

In problema può nascere considerando che di copie di vecchi programmi in giro ce n'è poche . Ed è per questo che è importante condividere!

(Per l'ateneo pisano, vedi più sotto il progetto di "Archivio universitario pisano autogestito".)

NOVITA' (21 dicembre 2010) - INVIATA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA NAPOLITANO PER SOLLECITARE DISCUSSIONE INTERPELLANZA ON. MICHELONI

Ricevuta la ricevuta di ricevimento, vediamo se qualcosa si muove. Intanto contiamo i giorni...  

NOVITA' (Novembre 2010) - INVIATA LETTERA A TUTTI I PARLAMENTARI ELETTI IN TOSCANA PER SOLLECITARE DISCUSSIONE INTERPELLANZA ON. MICHELONI

Ecco i senatori che hanno ricevuto la nostra lettera e, a suo tempo, i voti dei Toscani: Sandro Bondi (nato a Fivizzano e residente a Arcore, Brianza, Lombardia), Marco Filippi (residente a Fauglia, Contado di Pisa, ma nato e attivo a Livorno), Gaetano Quagliarello (nato a Napoli e residente a Roma, Lazio), Massimo Baldini (nato a Viareggio e residente a Roma, Lazio), Paolo Amato (nato in Camerun e residente a Firenze, Toscana Orientale), Vannino Chiti (nato e residente a Pistoia, Toscana Orientale),  Silvia Della Monica (nata a Napoli e residente a Firenze, Toscana Orientale), Vittoria Franco (nata a Cosenza, Calabria, e residente a Firenze, Toscana Orientale), Manuela Granaiola (nata a Pescia e residente a Viareggio), Massimo Livi Bacci (nato e residente a Firenze), Andrea Marcucci (nato e residente a Barga), Altero Matteoli (nato a Cecina, Livorno, e residente a Casale Marittimo, Colline Pisane), Mugnai Franco (nato e residente a Grosseto, Maremma), Francesco Pardi (nato a Pisa e residente a Roma), Achille Passoni (nato  Milano e residente a Roma), Massimo Perduca (nato e residente a Firenze), Achille Serra (nato a Milano e residente a Roma), Achille Totaro (nato e residente a Firenze, Toscana Occidentale).   

Curiosità. su 18 senatori: Residenti in Toscana: 12 (per 3 milioni e 600 mila abitanti): NORD-EST+LU (Provincia di Firenze (900.000 ab.): 6; Province di FI+LU(392.000)+PO (248.000)+PT (292.000)): 9 (per 1.832.000 abitanti); SUD-OVEST+MS = Province di PI(414.000 ab.)+LI (341.000 ab.) +GR(227.000 ab.)+AR (348.000 ab.)+MS (203.000 ab.)+SI (271.000): 3 per per 1.800.000 abitanti.  Quindi: 1 senatore per ogni 150.000 fiorentini; 1 per ogni 195.000 lucchesi; 1 senatore per ogni 227.000 grossetani;1 ogni 341.000 livornesi; 1 ogni 414.000 pisani; nessuno per senesi, aretini e massetani/carrarini...


Foto prese da http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/Regioni/09.html

Vediamo se qualcosa si muove. Intanto contiamo i giorni...

               

NOVITA' (Novembre 2010) - PARTITO IL PROGETTO DI "ARCHIVIO UNIVERSITARIO ITALIANO AUTOGESTITO"

E' stato lanciato da Pisa il progetto di un Archivio universitario italiano autogestito finalizzato a raccogliere le informazioni (documenti, testimonianze, storie varie) relative ai corsi di laurea erogati dalle università pubbliche e private all'interno del territorio della Repubblica Italiana, con particolare attenzione al "Vecchio Ordinamento".

Tutti coloro che - in qualità di studenti, ex studenti, dipendenti, laureati e docenti, ex docenti e ex dipendenti di qualsiasi università italiana legalmente riconosciuta - posseggono qualche documento utile a ricostruire la storia dell'università italiana "vecchio ordinamento" e non e desiderano renderlo pubblico, non devono far altro che inviarlo al COGIVALE con dichiarazione di autorizzazione alla pubblica diffusione (indicando la eventuale modalità, se per esempio in forma anonima o altro).

In mancanza di un "supplemento di diploma" (che non viene rilasciato per le lauree "vecchio ordinamento"), di fronte al ripetuto disinteresse di chi potrebbe e dovrebbe fare e non fa niente (vedi NARIC/ENIC italiano (http://www.cimea.it/) in primis ma anche ministero dell'università e governo (più volte sollecitati ad a intervenire) e Parlamento della Repubblica Italiana (più volte sollecitato ad intervenire), ambasciate a consolati (più volte invitai ad intervenire), singoli atenei (più volte sollecitata ad intervenire), stampa nazionale (più volte sollecitata ad intervenire)) per rendere trasparente all'estero la struttura ed in carichi didattici dei corsi "vecchio ordinamento" tanto difficili da esser riconosciuti dai NARIC/ENIC stranieri (http://www.enic-naric.net/) per mancanza di informazioni precise ed esaustive, il COGIVALE lancia l'idea di un archivio "autogestito", ricomposto "dal basso".

Se le autorità distruggono i documenti, si rifiutano di rilasciare dichiarazioni e documenti, insabbiamo la storia, dopo aver riscosso puntualmente le tasse dai cittadini, questi cittadini si organizzano e ricostruiscono pezzo dopo pezzo, carta dopo carta, come in un grande puzzle, la loro storia, dando vita ad un archivio virtuale ma vero, fatto di quei documenti che le autorità avrebbero dovuto conservare (c'erano corsi di "conservazione dei beni culturali"...ma forse qui stiamo parlando di "mali culturali"). Nasce l'"archivio universitario italiano autogestito".

Per contribire all'Archivio universitario italiano autogestito clicca qui.


Sala del Capitolo del Monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio, oggi destinato ad ospitare le carte dell'archivio di Stato di Napoli, già vittima della devastazione dell'occupante tedesco durante la "Seconda guerra dei trent'anni".

 

NOVITA' (Novembre 2010) - IL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA (TRAMITE L'ON. MICHELONI) CHIEDE INFORMAZIONI SCRITTE AL MINISTRO DELL'UNIVERSITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA SUL MAL FUNZIONAMENTO DELLA RETE NARIC/ENIC E SULLA NECESSITA' DI INTRODURRE UN SUPPLEMENTO DI DIPLOMA PER LE LAUREE "VECCHIO ORDINAMENTO"

Il Parlamento della Repubblica Italiana torna ad interessarsi della questione delle lauree italiane vecchio ordinamento non adeguatamente riconosciute in Europa  e punta il dito sulla rete dei NARIC/ENIC (http://www.enic-naric.net/) ed in particolar meodo sul NARIC/ENIC italiano (http://www.cimea.it/), chiedendo loro di applicare la Convenzione di Lisbona (1997;http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=165&CL=ENG). Al ministero dell'Università (http://www.istruzione.it/web/hub), retto dall'avvocato Mariastella Gelmini (http://it.wikipedia.org/wiki/Mariastella_Gelmini), chiede invece che sia prodotto un "supplemento al diploma" in cui risultino informazioni chiare che aiutino i cittadini a presentarsi nel mondo adeguatamente.

L'interpellanza è stata presentata dall'on. Claudio Micheloni, PD-Confederazione Elvetica, ed è consultabile al seguente link:

http://www.italiachiamaitalia.net/print.php?a=23962

Siccome qualcuno dice che siamo a fine legislatura, non finirà mica tutto come con l'analoga interpellanza parlamentare dell'on. Cassola datata 1 marzo 2007, che non fu mai discussa perchè cascò il governo?


NOVITA' (Ottobre 2010) - IL PARLAMENTO EUROPEO HA RIMANDATO "SINE DIE"

Ancora per voce di Carolyn Leffler-Roth ci viene fatto sapere che il Parlamento Europeo "sta ancora lavorando" sul dossier da inviare alla Commissione Barroso sul non riconoscimento delle lauree italiane. La questione non si sa quando verrà discussa. Attendiamo.


 

NOVITA' (Settembre 2010) - UN ANNO DOPO SIAMO ANCORA IN ATTESA DI UNA RISPOSTA DALL'UE.

Continuano ad arrivare adesioni alla nostra petizione! Il problema continua (ci sono persone laureate nel 2003, 2005 con il "vecchio ordinamento" che ci scrivono documentando nuovi di casi di persone investite da questo problema che ci si ostina ad ignorare ma che può colpire chiunque varchi i "sacri confini della patria"...), a mietere vittime, ...

come uno vampiro, allargando la schiera dei "morti-viventi" (del sistema universitario italiano nell'era del processo di Bologna), per lo più ignari di esserlo, ...


"Il vecchio ordinamento" (si fa per ridere un po', visti i tempi... .-)


 

NOVITA' (4 Maggio 2010) - IL PARLAMENTO EUROPEO PRENDE TEMPO

Ma quanto tempo?

Clicca qui per leggere l'aggiornamento inviatoci dalla Commissione per le petizioni, tramite Carolyn Leffler-Roth, a risposta inviataci da Barroso e Company

e  il verbale della riunione: http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/peti/pv/817/817605/817605it.pdf :

"Intervengono: il presidente, Aristide Lavrentzos (rappresentante della Commissione) e Pascale Gruny.
Decisione: sospendere l'esame in attesa di informazioni complementari da parte della Commissione."


 

NOVITA' (Giugno 2010) - LANCIATA L'IDEA: "FACCIAMO IL PROCESSO AL PROCESSO DI BOLOGNA"

Una provocazione per ricordare le tante vittime della burocrazia, degli egoismi, del menefreghismo di potentati e non!

Appuntamento: Maggio 2010, Piazza Grande, Bologna, Italia, EU.


Il monumento ai patrioti morti nella guerra civile del 1943-45 che ci ricorda come la democrazia europea si costruisce con piccoli gesti, il rispetto quotidiano per il prossimo, i più deboli, i cittadini!


 

NOVITA' (Gennaio 2010) - LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE PICCHE!

Secondo la Commissione Europea è tutto chiaro...nessun problema, state tranquilli o bravi cittadini!

Clicca qui per leggere la risposta inviataci da Barroso e Company


 

NOVITA' (Ottobre 2009) - PRIMA VITTORIA, DA SOLI E SENZA TROPPE ILLUSIONI, MA COMUNQUE VITTORIA!

La petizione del COGIVALE al Parlamento Europeo (PE) è stata accettata e il PE stesso ha chiesto alla

Commissione Europea (Barroso e Company) di far luce sulla situazione del NON riconoscimento delle lauree italiane vecchio ordinamento nella EU e sul NON funzionamento dei centri NARIC/ENIC in Europa. Non facciamoci troppe illusioni ma comunque è una vittoria, nonostante NESSUNO CI ABBIA AIUTATO, ECCETTO COLORO CHE HANNO FIRMATO LA PETIZIONI DEL COGIVALE.

Clicca qui per vedere la lettera di notifica del Parlamento Europeo

(a Firma dell'italiana Erminia Mazzoni, in qualità di presidente della Commissione per le petizioni, cfr. suo sito personale)


Intanto per le autorità italiane continua ad essere "tutto ok". Beati loro!

 

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Voi continuate a seguire gli sviluppi su questo sito. Nel frattempo vi preghiamo di stampare e far circolare questo manifestino per informare i vostri amici, colleghi e parenti:

Manifesto 01 - 2010

 

ARCHIVIO INIZIATIVE PASSATE

 Link  Cosa ci scrivono i candidati europei alle elezioni 2008 per il rinnovo del Parlamento della Repubblica Italiana
 Petizione per Roma. Firma anche tu! Interpellanza al Parlamento italiano (1/3/2007)
 Petizione per Strasburgo. Firma anche tu!  
 Ridiamoci sopra... (...per non piangere)Rassegna stampa sul tema del riconoscimento delle lauree italiane in Europa (2006-2008)
   
   
   

           

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NOVITA' (Ottobre 2009) - PRIMA VITTORIA, DA SOLI E SENZA TROPPE ILLUSIONI, MA COMUNQUE VITTORIA!


La petizione del COGIVALE al Parlamento Europeo (PE) è stata accettata e il PE stesso ha chiesto alla

Commissione Europea (Barroso e Company) di far luce sulla situazione del NON riconoscimento delle lauree italiane vecchio ordinamento nella EU e sul NON funzionamento dei centri NARIC/ENIC in Europa. Non facciamoci troppe illusioni ma comunque è una vittoria, nonostante NESSUNO CI ABBIA AIUTATO, ECCETTO COLORO CHE HANNO FIRMATO LA PETIZIONI DEL COGIVALE.

Intanto per le autorità italiane continua ad essere "tutto ok". Beati loro!

Voi continuate a seguire gli sviluppi su questo sito. Nel frattempo vi preghiamo di stampare e far circolare questo manifestino per informare i vostri amici, colleghi e parenti


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Petizione al governo italiano

Firma anche tu. Non costa niente ma può salvarti il futuro in Europa!

 

APPELLO AL GOVERNO DELLA REPVBBLICA ITALIANA

PER LA DIFESA DELLE LAVREE "VECCHIO ORDINAMENTO" NEGLI ALTRI PAESI DELL'VNIONE EVROPEA

 

I sottoscritti cittadini della Repubblica Italiana (residenti all'estero e non)

chiedono al Governo del detto Stato sovrano,

a cui hanno delegato la rappresentanza presso gli organismi internazionali, la firma dei trattati a loro nome e la supervisione del rispetto delle clausole e degli impegni previsti in essi,

di impegnarsi da subito

affinché, alla prima occasione (vale a dire, incontro tra capi di stato, firma di trattati, riunioni di ministri della cultura e/o dell'università, riunioni di lavoro nell'ambito del "Processo di Bologna",

 incontri di rappresentati delle agenzie europee NARIC/ENIC, altra riunione di livello europeo - EU, Consiglio d'Europa, ecc... - utile) 

si ponga fine alla scandalosa discriminazione

cui vengono sottoposti in molti paesi europei (per lo meno Francia, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda)

i cittadini italiani in possesso di laurea di 4 anni nominali "vecchio ordinamento", che in Italia ha valore di 300 crediti ECTS ma che nei suddetti paesi ha valore di fatto ridotto a 180 crediti ECTS.

In particolare si chiede che

1) vanga discussa SUBITO l'interrogazione a risposta scritta n. 4-02748 presentata da Arnold Cassola al Parlamento della Repubblica Italiana in data 1 marzo 2007,

che da allora attende una risposta dal ministro dell'Università e quindi dal Governo in carica;

2) si rilasci da SUBITO un "supplemento di diploma" (previsto dalla Convenzione di Lisbona") in cui si descrivano analiticamente e in tutte le lingue dell'UE (+ altre lingue importanti come l'arabo, il turco, il cinese, il russo, ...) le caratteristiche delle "vecchie lauree" (periodo esami, pesi didattici, periodo di tesi, modalità di svolgimento di esami, prove e verifiche linguistiche) tenendo conto delle informazioni fornite di singoli atenei e dalle singole facoltà (non limitandosi a striminzite descrizioni generali in burocratese);

3) si avvii un processo di verifica sull'effettivo rispetto da parte dei paesi esteri della "Convenzione di Lisbona" del 1997, in cui si impongono precisi impegni sulla valutazione «appropriata» dei titoli di studio italiani (articolo III.1.1)

4) si avvii un processo di verifica sull'operato di quegli organi pubblici (prima di tutto Agenzia del NARIC/ENIC italiana) che hanno fallito nel difendere il valore delle lauree italiane all'estero, al fine di individuare eventuali omissioni e mancanze da parte dei detti organi.

5) il governo si impegni a non rinnovare gli accordi scientifico-culturali con quei paesi che non riconoscono a 300 crediti ECTS le lauree italiane vecchio ordinamento.

 

Chi è interessato ad aderire all'appello può inviare un'e-mail a mauriziotani@yahoo.it con il seguente testo:

"Aderisco all'appello al Governo italiano pubblicato sul sito www.mauriziotani.eu/cogivale, da me visionata in data ___________,

in fede, [Nome, Cognome, indirizzo di posta elettronica del firmatario]"

 




Petizione al Parlamento Europeo

Firma anche tu. Non costa niente ma può salvarti il futuro in Europa!

 

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

I sottoscritti cittadini italiani chiedono al Parlamento Europeo che intervenga per porre fine alla discriminazione dei cittadini italiani in alcuni paesi dell'Unione Europea (tra i quali la Svezia, la Danimarca, l'Inghilterra) in cui le lauree italiane "vecchio ordinamento" di nominali 4 anni (ma in realtà di minimi 5, essendo previsto 4 anni per fare gli esami più almeno uno per la tesi di (mediamente) 70.000 parole), che in Italia valgono 300 crediti formativi (corrispondenti ad altrettanti 300 crediti formativi del sistema europeo ECTS), ma che nei suddetti paesi non vengono riconosciuti che a soli 180-240 crediti formativi, in palese contrasto con i principi del Trattato di Lisbona e del Processo di Bologna"

 

Chi è interessato ad aderire all'appello può inviare un'e-mail a mauriziotani@yahoo.it con il seguente testo:

"Sottoscrivo la petizione al parlamento europeo pubblicata sul sito www.mauriziotani.eu/cogivale, da me visionata in data ___________,

in fede, [Nome, Cognome, indirizzo di posta elettronica del firmatario]"

 


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Cosa ci scrivono i candidati alle elezioni 2008

In questa sezione pubblichiamo alcune delle lettere pervenuteci in risposta alla nostra sollecitazione inviata in occasione delle elezioni del 13 aprile 2008 sull'argomento del riconoscimento delle lauree italiane in Europa nella speranza che qualcuno si muova.

 

Antonella RebuzziForza Italia (Circoscrizione Europa, residente a Mosca, Russia), candidato al Senato, 3/4/2008 (non eletto)

http://www.antonellarebuzzi.com/ ; http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022791.htm )

 

"Egregio Dott. Tani, la ringrazio per avermi scritto coinvolgendomi nella trattazione di un aspetto che ci sta particolarmente a cuore.

Lei ha messo il dito su una piaga aperta che  si incastra  perfettamente in un sistema, quello italiano, allo sbando. D’altronde non si spiegherebbero neanche i ritardi e le manchevolezze che, nella materia, sono tante e gravi. Si pensi a quanto questo paese investa in ricerca e come la scuola stia soffrendo un periodo di stasi formativa senza soluzione di continuità.

Il problema che lei solleva circa il riconoscimento delle lauree italiane di 4 anni da parte delle agenzie NARIC/ENIC straniere, è fondato e va risolto. Non si capisce, e questo è uno dei miei propositi fondamentali che qui diventano promessa ed impegno personale, come mai il sistema di informazione, quello che per capirci offre alle autorità straniere le certificazioni necessarie, sia del tutto paralizzato ed inefficiente. Si tratta allora di capire se il Centro Nazionale NARIC/ENIC italiano, sia veramente in grado di svolgere il proprio lavoro e se sia in possesso degli strumenti che gli consentano di lavorare in modo da fornire alle agenzie analoghe straniere ogni informazione in merito.

Nel caso che, a seguito di una verifica approfondita se ne riscontrasse l’idoneità, sarà necessario “svegliare”, mi consenta il termine, il Centro Nazionale italiano di Informazione, il NARIC/ENIC italiano, che si occupa del riconoscimento e della mobilità dei titoli accademici in tema di conseguimento dei parametri necessari dettati dalla Convenzione di Lisbona e di metterlo in grado   di funzionare. Come lei ben sa, è compito dei Centri nazionali la verifica, il giudizio sulla conformità dei titoli ai parametri imposti dalla legge. Non solo. E’ loro il compito di fornire ogni informazione utile e necessaria circa le procedure inerenti il vecchio ordinamento in special modo sulle lauree di quattro anni, ed è loro il compito di informare e diffondere alle agenzie NARIC/ENIC estere,  l’effettivo raggiungimento del dettato previsto da quel di Lisbona. Questo è l’iter per le equiparazioni internazionali dei titoli accademici.

E’ sconfortante, mi rendo perfettamente conto di quanto un cittadino italiano residente all’estero, per via di queste questioni, si senta mortificato da quelle che sono in fin dei conti delle vere e proprie discriminazioni.

L’interrogazione cui fa riferimento, mi trova fondamentalmente d’accordo lì dove lamenta e denuncia il controllo sul lavoro del Centro Nazionale NARIC/ENIC che viene meno proprio nel suo compito di istituto e cioè nella valutazione appropriata dei titoli di studio italiani a seguito della quale è tenuto a fornire testualmente «informazioni pertinenti» per poi arrivare alla codifica della «descrizione dettagliata delle qualifiche rilasciate». Allo stesso modo mi sembra giusto, e me ne farò carico se sarò rieletta, di incoraggiare l’utilizzo di un Supplemento al Diploma anche per le vecchie lauree il cui corso di laurea è di quattro anni.

Si tratta, sig. Tani, non solo di difendere ma di salvaguardare quanto la cultura italiana nel mondo, nonostante le storture istituzionali degli organi preposti, è in grado di offrire ed ha offerto a livelli di eccellenza tali da renderla ancora nominata.

Prenda questo come un impegno personale. Distinti saluti, Antonella Rebuzzi"

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Marisa Corazzol, Sinistra Arcobaleno / Partito dei Comunisti Italiani (Circoscrizione Europa, Lione, Francia), candidata alla Camera, 3/4/2008 (non eletto)

(http://sinistraarcobalenoestero.blogspot.com/2008/03/marisa-corazzol-candidata-alla-camera.html ; http://www.pdci-europa.org/corazzol/barra-home/blog.html )

"Gentile dott. TANI,
La ringrazio, innanzitutto, di sottopormi un quesito al quale, per competenze professionali, ho risposto fattivamente in varie occasioni.
Le norme che regolano il riconoscimento dei titoli di studio italiani in Europa sono contenute negli accordi culturali sottoscritti dall'Italia con i Paesi Europei.
I Consolati italiani rilasciavano, fino all'entrata in vigore della convenzione di Lisbona, le dichiarazioni di valore al fine di riconoscere la validità del corso di studi e dei titoli scolastici e accademici conseguiti all'estero e questo sulla base del principio di reciprocità.
L'Unione Europea riconosce il diritto alla libera circolazione dei suoi cittadini senza alcuna discriminazione, anche nei paesi dell'AEE;
Con l'entrata in vigore della Convenzione di Lisbona dell' 11 aprile 1997 - convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio di livello superiore in Europa - gli Stati firmatari devono dare una valutazione «appropriata» ai titoli di studio italiani (articolo III.1.1) senza «distinzione basata sull'origine nazionale dei postulanti» (articolo III.1.2).
La Convenzione fornisce, altresì, «informazioni pertinenti» (articoli 111.4 e VIII.1), e pubblica «la descrizione dettagliata delle qualifiche rilasciate» (articolo IX.1), a cura di un centro di informazione e notifica nazionale per facilitare l'accesso alle informazioni sul sistema di insegnamento superiore in vigore nel Paese interessato ed alle qualifiche in vigore negli altri Paesi. Lo stesso Centro, inoltre, fornisce consigli o informazioni in merito al riconoscimento ed alla valutazione delle qualifiche, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti nazionali.
Ovviamente, ognuno dei suddetti Centri deve poter fruire dei mezzi necessari per l'adempimento delle sue specifiche funzioni (articolo IX.2);
Il Processo di Bologna impone, inoltre, agli Stati partecipanti di tener presenti, nel processo di valutazione dei titoli "esteri", la tesi di laurea e i successivi diritti di accesso ai livelli superiori.
Ha quindi, ragione, Arnold Cassola, nel denunciare l'inosservanza da parte di alcuni Stati firmatari del presupposto fissato dalla Convenzione di Lisbona e dal processo di Bologna nel senso che esistono - lo riporto - ..."casi documentati di cittadini italiani con laurea di 4 anni nominali in materie umanistiche regolate dalla legge n. 341 del 1990 che pure essendo equipollenti alle lauree specialistiche hanno avuto riconosciuto il loro diploma in paesi dell'EU, EFTA, AEE e firmatari della Conv. di Lisbona come l'Islanda, la Norvegia e la Danimarca solo come BA di 180 ECTS crediti + 60 ECTS di livello master, con gravissimi danni economici e morali"...
Non essendoci adeguate ed inconfutabili informazioni sul sito internet del NARIC/ENIC italiano né nelle sedi NARIC/ENIC fuori d'Italia relative all'organizzazione dei corsi di laurea del «vecchio ordinamento», si DEVE AVVIARE un'inchiesta sull'operato dei Centri Nazionali di informazione competenti (NARIC/ENIC italiano), con riferimento all'effettivo raggiungimento degli standard fissati dagli articoli IX. 1 e IX. 2 della Convenzione di Lisbona in materia di diffusione di informazioni alle agenzie NARIC/ENIC straniere sui titoli italiani, compresi quelli del vecchio ordinamento universitario italiano.
Ritengo, altresì, che un Supplemento al Diploma (articolo IX.3 della Conv. di Lisbona) anche per le vecchie lauree di 4 anni, renderebbe automatico il riconoscimento delle lauree italiane quadriennali da parte delle agenzie ENIC/NARI straniere almeno a livello di «Master degree», evitando ai cittadini italiani detentori del vecchio titolo di Laurea e residenti all'estero le lungaggini amministrative ed i successivi oneri di spesa, oltre che la grave discriminazione di cui sono oggetto.
Pertanto, anche e soprattutto in materia di titoli di studio, l'Italia deve far valere la dignità dei suoi nel mondo.
Con la speranza di aver risposto esaurientemente al Suo quesito, Le porgo un cordiale saluto.
Marisa Corazzol"

 

Altri candidati che ci hanno scritto appoggiando la nostra causa:

 

Sen. Claudio Micheloni, Partito Democratico: http://www.micheloni.ch/ (eletto)

 

Pasquale Vittorio, Italia dei Valori: http://www.pasqualevittorio.org/ (non eletto)

 

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Rassegna stampa

Qui di seguito riportiamo i pochi interventi apparsi sul tema sui media (per adesso solo on-line). Purtroppo tutte le testate giornalistiche italiane e estere che abbiamo contattato non hanno ritenuto il problema degno di essere trattato. E' vero che con tutti i problemi che ci sono in Italia e nel mondo questo delle lauree italiane non è poi così prioritario. Ma almeno due righe, tra una pubblicità e l'altra, la potevamo anche mettere...

 

7.04.2008 - Antonella Rebuzzi, Dare in Europa il giusto valore a tutte le lauree. I Centri NARI/ENIC devono funzionare per fornire i servizi richiesti dai nostri Connazionali all’esteroL'Italoeuropeohttp://www.italoeuropeo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=823&Itemid=149

 

7.04.2008 - Antonella Rebuzzi, Dare in Europa il giusto valore a tutte le lauree. I Centri NARI/ENIC devono funzionare per fornire i servizi richiesti dai nostri Connazionali all’esteroItalia chiama Italiahttp://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/8382/2008-04-07.html

Sempre più spesso, in questi ultimi anni, mi sono state sottoposte da Connazionali residenti in Europa - da ultimo, il dott. Maurizio Tani del Co.Gi.Val.E -, le pesanti difficoltà riscontrate nell’ottenere il riconoscimento delle lauree italiane, quelle del vecchio ordinamento, con una durata media di 4 anni, compito affidato ai Centri  NARIC/ENIC. Non si comprende, infatti, come mai il sistema d’informazione, quello che offre alle autorità straniere le certificazioni necessarie, sia del tutto paralizzato ed inefficiente. Si tratta, quindi, di verificare se il Centro Nazionale NARIC/ENIC italiano sia veramente in grado di svolgere il proprio lavoro e se sia in possesso degli  strumenti che gli consentano di lavorare in modo da fornire alle analoghe Agenzie, situate all’estero, informazioni corrette e precise. Ma facciamo un passo indietro. Ricordo infatti come l'Unione Europea consideri, tra i propri principi guida, il diritto alla libera circolazione dei cittadini senza discriminazione di alcun tipo. In particolare la Convenzione di Lisbona del 1997, sul riconoscimento delle qualifiche relative all'insegnamento superiore nella regione europea, impone agli Stati firmatari una valutazione appropriata dei titoli di studio senza distinzioni basate su origini nazionali dei laureati. L’Italia deve fornire agli altri Paesi informazioni pertinenti, pubblicando la descrizione dettagliata delle qualifiche rilasciate e ciò fa attraverso un Centro di informazione e notifica nazionale per facilitare l'accesso alle notizie sul sistema di insegnamento superiore ed alle qualifiche nei Paesi in cui esso è situato, nonché l'accesso alle informazioni sui sistemi di insegnamento superiore ed alle qualifiche. Questo stesso Centro, inoltre, deve fornire consigli in materia di riconoscimento e valutazione delle qualifiche, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti nazionali.Naturalmente ciascun Centro nazionale deve poter disporre dei mezzi necessari per l'adempimento delle funzioni. E’ poi imposto agli Stati di tenere conto, nella valutazione dei titoli esteri, della tesi di laurea e dei diritti di accesso a livelli di studio successivi che tale titolo offre. Ciò posto, ho potuto verificare numerosi casi, tutti documentati, di cittadini italiani con laurea di 4 anni nominali in materie umanistiche, regolate dalla legge n. 341 del 1990 che, pure essendo equipollenti alle lauree specialistiche, hanno avuto riconosciuto il loro diploma, solo in maniera parziale, in Paesi dell'EU, EFTA, AEE e firmatari della Conv. di Lisbona (come l'Islanda, la Norvegia e la Danimarca), ad esempio, sotto forma di crediti o a livello di Master, con gravissimi problemi e danni economici e morali. Tra l’altro, ho riscontrato che non vi sono informazioni adeguate sul sito internet del NARIC/ENIC italiano, né nelle sedi NARIC/ENIC con sedi fuori de nostro Paese, sull'organizzazione dei corsi di laurea del “vecchio ordinamento”, in modo tale da far capire, anche fuori d'Italia, di che tipo siano le lauree quadriennali. A questo punto ritengo necessario l'avvio di un Supplemento al Diploma, che renda automatico il riconoscimento delle lauree italiane di 4 anni da parte delle agenzie ENIC/NARI all’estero, almeno a livello di “Master degree”, in modo da evitare ai cittadini italiani le lunghe e costose trafile burocratiche, ma soprattutto di subire gravi ingiustificate discriminazioni. Se si pensa a quanto poco il nostro Paese investa in ricerca e come la scuola stia soffrendo un periodo di stasi formativa, il problema del riconoscimento delle lauree italiane, da parte delle agenzie NARIC/ENIC straniere è fondato e va risolto. Si tratta in fondo di capire se il Centro Nazionale NARIC/ENIC italiano  sia veramente in grado di svolgere il proprio lavoro;  nel caso che, a seguito di una verifica approfondita, se ne riscontrasse l’idoneità, sarà necessario “svegliare” il Centro Nazionale italiano di Informazione, il NARIC/ENIC italiano e di metterlo in grado di funzionare. Ci rendiamo, infatti, perfettamente conto di quanto un cittadino italiano, residente all’estero, si possa sentire mortificato da quelle che sono vere e proprie discriminazioni. A tal proposito mi trovo d’accordo anche con l’interrogazione parlamentare, presentata nella precedente legislatura, dall'on. Arnold Cassola, esponente dello schieramento avversario, là dove il Collega ha lamentato e denunciato il carente lavoro svolto dai Centri nazionali ed esteri NARIC/ENIC, che sono venuti meno proprio nel compito di istituto e, cioè, nella valutazione appropriata dei titoli di studio italiani. Si tratta, in fin dei conti, non solo di difendere, ma di salvaguardare la cultura italiana nel mondo, che, nonostante le carenze istituzionali degli organi preposti, deve essere messa in grado di offrire, come in passato ha offerto, livelli di eccellenza tali da renderla adeguata alle esigenze dei nostri Connazionali, ovunque costoro risiedano. E’ un mio preciso impegno per la prossima legislatura, naturalmente se sarò confermata nell’incarico istituzionale al Senato della Repubblica.

15.03.2008 - Giorgio Baruchello e Maurizio Tani, Promoting Nordic Studies in Italy. An Interview with Prof Gianna Chiesa IsnardiNordicum-Mediterraneumhttp://nome.unak.is/nome2/issues/vol3_1/isnardi.html

Why do you think Finland is the only Nordic country where the old Italian 4-year university degrees (300 ECTS) are recognised as equivalent to today’s Master’s level (240-300 ECTS), whereas in all the other countries they are taken to be equivalent to the BA level only? It is a complex matter, for one should ponder upon the evaluations passed by each country’s competent ministry. Possibly, given its national history, Finland needs to feel more “European” than the others, hence it facilitates the integration with the other European countries also from a normative point of view. * Gianna Chiesa Isnardi has formerly taught Germanic Philology in Genoa and Milan (I.U.L.M.) and is currently Professor of Scandinavian Culture and Literature at the Faculty of Foreign Languages and Literature at the University of Genoa, where she is also Director of the Institute of Scandinavian Studies that she herself established. Her main research interests pertain to ancient and modern Scandinavian culture, its Germanic origins and the Nordic languages. In the academic field of modern Scandinavian literature (poetry in particular) she has contributed significantly with several studies and translations. Gianna Chiesa Isnardi couples her copious scientific research with a parallel activity as poet and writer.



 

 
 
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